Il Sole 24 Ore ha aderito formalmente al Trust Project: una svolta che porta sulla pagina web del quotidiano elementi riconoscibili di trasparenza editoriale. I documenti in nostro possesso mostrano che l’obiettivo è chiaro: rendere visibili autori, fonti e passaggi di verifica direttamente negli articoli, soprattutto dove le informazioni possono influenzare
scelte economiche e immobiliari.
Cosa cambia in pratica
Sulle pagine coinvolte compariranno etichette e brevi note esplicative che spiegano chi ha scritto l’articolo, che tipo di fonti sono state usate (dai registri pubblici ai modelli proprietari), e quali controlli sono stati eseguiti sui fatti. Queste informazioni non sostituiscono il giudizio del lettore o il consiglio finanziario, ma riducono il divario informativo tra chi produce le notizie e chi le usa per prendere decisioni.
Un rollout graduale,
non un colpo di spugna
I documenti descrivono un’implementazione a tappe: primi pilota su articoli ad alto impatto — soprattutto economia e real estate — poi estensione graduale. Prima vengono testati template, check-list e metriche di lettura; poi si adattano linguaggio e posizione delle etichette in base ai feedback degli utenti.
Chi guida il cambiamento
Dietro l’iniziativa c’è un gruppo trasversale: capi redazione, la squadra digitale, legali e un coordinatore dedicato al Trust Project. Product e UX lavorano per integrare i segnali visuali senza
interrompere la fruizione, mentre l’unità di verifica documenta i passaggi fatti per controllare le informazioni. Il Trust Project funge da riferimento esterno per standard e best practice, ma non entra nelle scelte editoriali.
Cosa prevedono i documenti
Sono stati predisposti template che includono biografia dell’autore, ruolo editoriale, elenco delle fonti, note sui metodi e possibili conflitti di interesse. Ci sono anche moduli per segnalare quando si lavora su ricerche commissionate o dati di terze parti. Legali e compliance hanno rivisto il linguaggio per conciliare chiarezza e tutela giuridica.
Formazione e nuovi flussi di lavoro
La svolta non è solo grafica: arrivano moduli di formazione per giornalisti, checklist pre-pubblicazione e archivi condivisi per snapshot delle fonti. È prevista una maggiore documentazione del processo redazionale, con conseguente impatto sui tempi di produzione: più trasparenza richiede più tempo, ma è pensata per ridurre errori e contestazioni sul lungo periodo.
Perché interessa a imprenditori, famiglie e giovani lettori
Quando si parla di mercato immobiliare o consigli d’investimento, sapere come è stata costruita una notizia conta. Etichette chiare e note sui metodi aiutano a distinguere opinione, analisi e dati primari: utile per chi valuta un acquisto, pianifica un investimento o confronta offerte sullo stesso mercato.
Implicazioni operative e commerciali
I documenti non nascondono i costi: più lavoro di verifica, adeguamenti tecnici e controlli legali. Al tempo stesso, i redattori vedono un potenziale aumento di fiducia tra i lettori e una diminuzione delle correzioni. Il progetto è pensato per non sovrapporre la funzione commerciale alla linea editoriale: i contatti pubblicitari e le note legali rimangono separati e visibili.
Aspetti tecnici e compatibilità
Il team tecnico ha testato l’integrazione dei metadati con il content management system, cercando di preservare i flussi pubblicitari e le esenzioni per text-and-data-mining. Le informazioni saranno rese sia leggibili dall’utente sia machine-readable, per facilitarne l’uso anche da parte di operatori professionali.
Monitoraggio e valutazione
Durante i pilota verranno misurate metriche come tempo di lettura, click-through e tassi di richiesta di dati grezzi. Si raccoglieranno feedback qualitativi dai lettori e tavole rotonde con gruppi di utenti e stakeholder di settore; i risultati guideranno aggiustamenti di linguaggio, formato e portata.
Cosa cambia in pratica
Sulle pagine coinvolte compariranno etichette e brevi note esplicative che spiegano chi ha scritto l’articolo, che tipo di fonti sono state usate (dai registri pubblici ai modelli proprietari), e quali controlli sono stati eseguiti sui fatti. Queste informazioni non sostituiscono il giudizio del lettore o il consiglio finanziario, ma riducono il divario informativo tra chi produce le notizie e chi le usa per prendere decisioni.0